EN
Usually my work begins from a mere interest for a material, a story, an object. Only in a later moment I try to understand the reason of my choice. Normally it’s because there is an empty space, something missing, that makes me curious about it. Through this gaps I can enter into the object or into the story, to give a shape to that absence and make it mine.

During the process of work I try to break the objective values of the materials I’m using and analyze all the components, with the purpose to find a new balance between them and a more subjective vision, to be able to translate this information and sensation into a renovate shape.

Inside this process the most important element is the memory, conceived both as a recall and as a stratification of time on things. I like to think objects as maps where contained information can be open to unexpected and multiple directions.

IT
Di solito il mio lavoro inizia da un mero interesse per un materiale, una storia, un oggetto. Successivamente cerco di capire le ragioni della mia scelta. Spesso è perché uno spazio è vuoto, manca un tassello o vi è la possibilità di nuove connessioni.
Attraverso queste mancanze posso avvicinarmi all’oggetto, ridurre la mancanza che ci separa, dando una forma riconoscibile a quel sentore di assenza, di incompleto.

Durante il processo di lavoro provo a rompere i valori oggettivi del materiale/soggetto che sto indagando, analizzando tutti i suoi componenti, con lo scopo di trovare un nuovo equilibrio tra di loro, per poi ricomporli in una struttura dai significati diversi o enfatizzati.

All’interno del processo di lavoro l’elemento più importante ala memoria, intesa sia come ricordo che come stratificazione di tempo/storia sulle cose.
Mi piace pensare agli oggetti come a mappe dove le informazioni contenute hanno sempre nuove rivelazioni da svelare, dalle insospettabili e multiple direzioni.